Risoluzione sull’impatto dei grandi eventi sul Fratino (Charadrius alexandrinus)

Il Fratino e la sua conservazione sono stati protagonisti del XX Convegno Italiano di Ornitologia, organizzato dal 26 al 29 settembre a Napoli dall’Associazione ARDEA, con una tavola rotonda e due comunicazioni orali volte a fare luce sullo stato di conservazione della specie in Italia, a permettere uno scambio costruttivo tra i soggetti impegnati nella sua tutela e a individuare le future strategie di conservazione. Tra i tanti temi affrontati non poteva mancare quello dello sfruttamento delle spiagge, che nei mesi recenti ha destato ulteriori preoccupazioni a causa del Jova Beach Party, il noto evento musicale che ha determinato in poco tempo un’impennata dell’impatto antropico sugli ambienti costieri sabbiosi con buona pace del Fratino e delle numerose specie vegetali protette. Dopo i numerosi quanto inaspettati appelli di buona parte della comunità scientifica e di numerose associazioni di tutela ambientale gli Ornitologi Italiani riunitisi a Napoli hanno dunque approvato all’unanimità una Risoluzione sull’impatto dei grandi eventi su fratino.


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Risoluzione sull’impatto dei grandi eventi sul Fratino (Charadrius alexandrinus)

I partecipanti al XX Convegno Italiano di Ornitologia tenutosi a Napoli il 26-29 settembre 2019,

premesso

Che da anni gli ornitologi italiani studiano e indagano sullo stato di conservazione delle popolazioni di Fratino a livello internazionale, nazionale e locale;

Che tali studi e ricerche hanno evidenziato che il Fratino dipende soprattutto dalla salvaguardia di spiagge e ambienti costieri, gli habitat più minacciati e vulnerabili dell’intero ecosistema mediterraneo;

Che nell’estate 2019 si sono svolti su tali habitat eventi che hanno coinvolto ognuno decine di migliaia di persone in periodo riproduttivo della specie e che hanno determinato trasformazioni ambientali con potenziali conseguenze negative nel futuro;

Che esiste una importante bibliografia in merito all’impatto di grandi numeri di persone sugli habitat naturali;

Che anche gli ambienti con residua naturalità, compresi quelli con vegetazione psammofila annua o di vegetazione ripariale, in tale contesto pesantemente trasformato, costituiscono zone di rifugio per la fauna e situazioni da tutelare per permettere una progressiva rinaturalizzazione;

considerato

Che il Fratino è classificato nella Lista Rossa Italiana come EN endangered ed è tutelato dalla Direttiva comunitaria 2009/147 (ex 79/409) sulla “Conservazione degli uccelli selvatici” (recepita dalla Legge Nazionale 157/92) dove è riportato dal 2005 nell’Allegato I come “specie di interesse comunitario”1;

Che, secondo i censimenti coordinati dal Comitato Nazionale per la Conservazione del Fratino, la popolazione nidificante in Italia si è dimezzata negli ultimi venti anni ed è tuttora esposta a gravi fattori di minaccia che ne possono determinare una ulteriore forte e rapida diminuzione;

Che le stesse considerazioni sono state espresse da ISPRA, in precisi pareri sulla realizzazione di eventi che prevedono grande afflusso di pubblico negli habitat frequentati dal Fratino;

esprimono

forte preoccupazione per la conservazione di una delle specie più a rischio dell’avifauna nazionale, a fronte del disturbo dovuto alla realizzazione di grandi eventi negli habitat di nidificazione, alimentazione e sosta del Fratino;

chiedono

che non vengano svolti eventi che prevedono consistenti afflussi di pubblico, negli ambienti costieri naturali o con residua naturalità frequentati o potenzialmente utilizzabili dal Fratino e da altre specie di interesse conservazionistico.

La presente risoluzione è stata discussa ed approvata all’unanimità dai partecipanti al Convegno e dal suo Comitato Scientifico.

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1 La Direttiva ”Uccelli” prevede all’Articolo 5 i seguenti divieti:

“b ) di distruggere o di danneggiare deliberatamente i nidi e le uova e di asportare i nidi ; di disturbarli deliberatamente in particolare durante il periodo di riproduzione e di dipendenza quando ciò abbia conseguenze significative in considerazione degli obiettivi della presente direttiva.”


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COMUNICATO RIVOLTO ALLE ASSOCIAZIONI CHE ORGANIZZANO EVENTI DI PULIZIA SPIAGGE

La presente nota riguarda le iniziative di pulizia, certamente meritevoli e con importanti intenti educativi, ideate per sensibilizzare la cittadinanza sul problema dei rifiuti presenti in mare e lungo i nostri litorali attraverso la partecipazione attiva della cittadinanza stessa.

Il territorio costiero è interessato dalla presenza di una specie protetta, il fratino (Charadrius alexandrinus), una specie che vive e si riproduce lungo i litorali e la cui popolazione in Italia risulta essere purtroppo a rischio di estinzione. Il Comitato Nazionale Conservazione Fratino (CNCF) nasce nel 2013 al fine di salvaguardare questa specie in tutta la penisola italiana. Le criticità caratterizzanti il fratino sono legate soprattutto ad attività antropiche invasive, realizzate sulle spiagge, che hanno portato questa specie sull’orlo dell’estinzione. La stessa Comunità Europea l’ha inserita nell’Allegato I della Direttiva Uccelli 2009/147/CE come “specie di interesse comunitario”; in Italia è, inoltre, classificata Endangered nella Lista Rossa degli Uccelli nidificanti essendo la popolazione nazionale diminuita di almeno il 50% negli ultimi 10 anni.

Gli eventi di pulizia delle spiagge coinvolgono generalmente tante persone e vanno a realizzarsi in habitat delicati in cui lo stesso calpestio rappresenta una criticità soprattutto durante i mesi primaverili che coincidono con il periodo di nidificazione del fratino (ricordiamo che il nido è un semplice avvallamento scavato nella sabbia). Ridurre l’impatto delle attività umane sugli ambienti dunali e sulle spiagge è fondamentale per la conservazione di questo piccolo limicolo come delle numerose specie animali e vegetali che caratterizzano questi ambienti delicati.

Tali iniziative a parer nostro andrebbero effettuate in periodi compresi tra settembre e febbraio in quanto lontani dal periodo di nidificazione del Fratino e, se realizzate in altri periodi, vanno necessariamente concordate con i coordinatori regionali che rappresentano il CNCF e che nello specifico si occupano della tutela di questa delicata specie.